Sindrome del piriforme

Con la definizione di sindrome del piriforme si indica un disturbo doloroso che compare quando il muscolo piriforme, che unisce la superficie interna dell’osso sacro al femore, comprime il nervo sciatico che nel suo decorso si trova a passare vicino al muscolo e a volte addirittura al suo interno.

sindrome del piriforme

Il muscolo piriforme, in seguito a: 

  • traumi
  • eccessivo sforzo
  • inattività dei muscoli glutei
  • miositi
  • interventi all’anca
  • può andare incontro a contrattura con conseguente infiammazione del nervo sciatico

La sindrome del piriforme si presenta: 

  • con un dolore profondo in regione glutea che aumenta alla palpazione e può distribuirsi lungo il decorso del nervo sciatico alla gamba
  • peggiora con la corsa o dopo stazionamento in posizione seduta per tempi prolungati
  • può associarsi a riduzione di sensibilità e di forza

La terapia può essere farmacologica, con l’impiego di antiinfiammatori, antidolorifici, miorilassanti, ed infiltrativa sotto guida ecografica.

La ripresa dell’attività fisica deve essere graduale.

Quali sono i sintomi della sindrome del piriforme?

La presentazione clinica è la seguente:

  • Dolore nella regione glutea (tensione, bruciore);
  • Dolore lungo la parte posteriore della gamba;
  • Intorpidimento dei glutei e formicolio lungo la distribuzione del nervo sciatico.

Quali professionisti sanitari per la sindrome del piriforme?

Per una sindrome del piriforme è possibile rivolgersi ai seguenti professionisti sanitari:

  • Ortopedico;
  • Fisiatra;
  • Fisioterapista;
  • Neurologo.

Diagnosi

Sindrome del piriforme diagnosi

La diagnosi è per lo più clinica, basata sulla visita medica e l’esame obiettivo svolto da un medico, finalizzati alla valutazione dei sintomi e dei segni, e volta all’esclusione della presenza di altre patologie e disfunzioni che potrebbero dare una sintomatologia simile alla sindrome del piriforme.

Il medico esamina in genere anche la postura, l’andatura e l’allineamento degli arti inferiori, la condizione della colonna lombare e il posizionamento del bacino.

Può inoltre ricorrere a test ed esami diagnostici, per escludere altre condizioni sottostanti che potrebbero dare origine a sintomi simili.


Va specificato che non esistono test specifici per diagnosticare la sindrome del piriforme.

Nonostante questo, il medico può avvalersi di alcuni esami utili a identificare altri problemi che potrebbero causare i medesimi sintomi; tra questi troviamo:

  • tac;
  • risonanza magnetica;
  • elettromiogramma (EMG);
  • ultrasuoni.


Come già anticipato, la sindrome del piriforme è anche definita come “falsa sciatalgia”: va quindi prima di tutto esclusa la presenza di tale condizione.

La sciatalgia è generalmente imputata alla presenza di un’ernia del disco nella regione lombare e/o sacrale che comprime e irrita le radici nervose; non è un caso che si associ spesso a mal di schiena nella parte lombare, cioè una lombalgia, tanto che si parla spesso di lombosciatalgia.


Oltre alla presenza di un’ernia o della protrusione di un disco lombare o sacrale, possono determinare una sciatica (e vanno quindi escluse), anche altre condizioni, quali, per esempio, una spondilolistesi lombosacrale (patologia caratterizzata da un lento e progressivo scivolamento in avanti di una vertebra rispetto a quella sottostante) o la stenosi (restringimento) del canale lombare.

Quali sono le cure più efficaci per la sindrome del piriforme?

La prima cosa da fare è educare il paziente: è fondamentale istruirlo sul suo problema, rassicurarlo e proporre soluzioni per modificare le abitudini sbagliate (es. stare seduti per molto tempo e attività di squat).

L’utilizzo di farmaci quali FANS e miorilassanti può ridurre i sintomi ma non va protratto nel tempo.

Le infiltrazioni eco-guidate del muscolo piriforme con anestetico locale in combinazione con corticosteroide possono essere utili ma vanno limitate nel tempo.

Le iniezioni di tossina botulinica si sono anche dimostrate promettenti nel trattamento della sindrome del piriforme, ma a causa del costo elevato vengono proposte solo in alcuni casi.

La fisioterapia rimane il pilastro fondamentale nel trattamento della sindrome del piriforme attraverso un approccio combinato di terapia fisica, manuale e di esercizio terapeutico.

Obiettivi fondamentali sono il ripristinare la lunghezza del muscolo piriforme, rilasciare eventuali contratture miofasciali, ridurre la compressione sul nervo sciatico, stabilizzare il segmento lombosacrale, rafforzare i muscoli dell’anca e correggere i movimenti “disfunzionali” nelle articolazioni dell’anca, del bacino e della colonna vertebrale, che potrebbero predisporre al dolore gluteo.

È possibile utilizzare anche le tecniche neurodinamiche per ridurre l’irradiazione e il dolore riferito causato dall’irritazione del nervo sciatico.

Il rinforzo muscolare è consigliato in particolare per i muscoli del core, abduttori ed estensori dell’anca. Qualora la gestione conservativa non portasse a risultati significativi e soddisfacenti può essere presa in considerazione la via chirurgica con tenotomia del piriforme e decompressione del nervo sciatico.

In conclusione:

  • La sindrome del piriforme è una condizione patologica dovuta alla compressione del nervo sciatico da parte del muscolo piriforme 
  • I sintomi fondamentali sono dolore, formicolio o intorpidimento nella zona glutea e lungo il percorso del nervo sciatico
  • Va fatta una accurata diagnosi differenziale
  • L’approccio conservativo con infiltrazioni ecoguidate e fisioterapia risulta efficace nella maggior parte dei pazienti